Categoria: RACCONTI

Meglio morire boss a vent’anni

Meglio morire boss a vent’anni

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Sono nato a Napoli Nord.
Mio padre faceva l’operaio metalmeccanico e mio nonno pure.
Sembra un dettaglio.
Non lo era.
Nei nostri quartieri c’era una sottile linea che divideva i destini di noi bambini.
Se eravamo figli di operai, piccoli commercianti, impiegati, andavamo a scuola e le nostre famiglie erano particolarmente attente che prendessimo almeno Continua a leggere...

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L’ultima sigaretta, dieci dita e il segreto per essere felice

L’ultima sigaretta, dieci dita e il segreto per essere felice

Cigarette butt, side view
Cigarette butt, side view

Comincia l’11 aprile di quest’anno.
Sono all’aeroporto di Malpensa in partenza per Berlino, dove presento da lì a qualche giorno la biografia dei 99 Posse, e ho la folgorazione.
In realtà no, inizia un po’ prima, con lei che ogni tanto mi dice: «perché non smetti di fumare?!?».
E poi fa le mossette col muso storto come i bambini, mentre mi guarda con Continua a leggere...

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Nell’estate del 1970 non me ne fotteva di niente

Nell’estate del 1970 non me ne fotteva di niente

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Mi ricordo che da bambino, ogni tanto, di domenica, andavo in gita sul Matese con i miei e mio fratello, che forse non teneva nemmeno un anno. Io quindi ne avevo poco più di quattro, sarà stato il 1970. E quattro eravamo anche nella 500 celeste targata NA 25 e qualcosa che mio padre si era comprato a cambiali, con la garanzia del posto da operaio nella fabbrica di macchine da scrivere in Continua a leggere...

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Abbastanza per ricominciare

Abbastanza per ricominciare

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La luce filtrava appena, dalla finestra socchiusa.
Come il rumore del mare.
Stanco, col ritmo indolente della risacca mossa dall’inerzia.

C’era voluto un sacco di tempo per iniziare a parlare, poi attaccò lei.

– Davvero non bevi più? – Gli chiese con un trillo soave in cui incredulità, apprensione, speranza e forse di nuovo amore, facevano a cazzotti per egemonizzarne il tono.

– Sì, Continua a leggere...

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Il tram numero 3

Il tram numero 3

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La ragazza seduta davanti a me armeggia a lungo col cellulare.
Scrive,
legge,
cancella.
Scrive ancora, e poi cancella di nuovo.
Non trova pace.
Io sono in piedi e mi reggo per mantenere l’equilibrio, mentre il tram numero 3 prosegue a scossoni la sua corsa dalla periferia sud al centro di Milano. Dietro, un gruppo di rumorosi adolescenti. Hanno tutti l’accento Continua a leggere...

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Nessun posto dove potessi cadere

Nessun posto dove potessi cadere

Nessun posto dove potessi cadere

Quando le chiesi: «tu cosa vuoi veramente dalla vita?», i suoi occhi si riempirono di lacrime. Fermandosi sul bordo oltre il quale la legge di gravità avrebbe fatto, inesorabile, il suo corso. Capii di averle fatto una domanda che da tempo rivolgeva a se stessa invano. Avevo toccato un nervo scoperto. Ma non l’avevo fatto apposta, non le avrei mai fatto del male.
Mai.
Io l’amavo, Continua a leggere...

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Il resto cercatelo altrove

Il resto cercatelo altrove

occhi

«Che cazzo ti sei chiavato in testa, fra’?» mi dice il mio stomaco al risveglio, ricordandomi che ieri non ha mangiato. I due pacchetti di crisps, con i quali ho zavorrato la pinta di Guiness al pub stanotte, evidentemente non rientrano a sufficienza nei parametri nei quali lui inquadra la categoria cibo. Io fame non ne ho per niente, solo la leggera nausea che mi assale ogni Continua a leggere...

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Se non scrivessi sarei morto da tempo

Se non scrivessi sarei morto da tempo

tastierista

Scrivo perché altrimenti sarei morto da tempo. Potrei iniziare così, ma poi rileggendomi mi verrebbe da ridere perché sono comunque una persona profondamente autoironica. Così in profondità che a volte me ne dimentico e mi prendo fin troppo sul serio. Allora potrei dire invece che scrivo perché mi piace. Ma nemmeno questo è vero fino in fondo, perché molte delle volte che ho scritto Continua a leggere...

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Zulù, siamo tutti vittime di rappresaglia (Cap. 9 di Curre Curre Guagliò – Storie dei 99 Posse)

Zulù, siamo tutti vittime di rappresaglia (Cap. 9 di Curre Curre Guagliò – Storie dei 99 Posse)

Curre Curre banner 2

Napoli 1 febbraio 1992

Il sole splende forte a piazza Plebiscito. Il corteo è finito e mi sento rilassato, perciò penso già a stasera, quando a Officina 99 faremo il nostro primo concerto aprendo per gli LHP, la LionHorse Posse, la posse del Leoncavallo di Milano. Fremo, non vedo l’ora. Perché, oltre all’emozione per il nostro esordio assoluto, senza Onda Rossa Posse e LHP noi non Continua a leggere...

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Da qualche parte si arriva sempre

Da qualche parte si arriva sempre

Casa David Bowie Brixton particolare

Comincia al Sansbury’s Superstore sotto casa, dove un commesso nero come la notte mi dice con un fortissimo accento cockney «uò-a?» portando la t al grado zero, quando gli chiedo dove trovo l’acqua minerale. Stupito, come se fosse l’acrobatico barman di un club e io l’astemio del cazzo che chiede un bicchierone d’acqua nel bel mezzo di un torrido party, mi indica Continua a leggere...

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In a manner of speaking

In a manner of speaking

mano nella mano

Quando ti vidi avanzare nel piazzale della stazione, non mi servì riflettere: fui certo che ti avrei amato. Sapevi camminare come se galleggiassi nell’aria, con i capelli scuri e quel giaccone militare che scendeva dritto fino ai Dr Martens neri. Parallelo alle gambe lunghe e dritte come fusi. È bella, poi pensai quando sorridesti. Con gli occhi prima ancora Continua a leggere...

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Il 1969 era un mondo migliore

passeggiata lunare

Il sole mi squaglia due libri. Roba che non ci si può credere, eh? Esatto. Infatti, io non ci credo quando i due moncherini di quello che sto leggendo da ore mi restano in mano e la copertina scivola via trasportata dalla brezza leggera che, totalmente assente da stamattina, si è alzata proprio ora per rompere ulteriormente il cazzo. Perciò guardo incredulo i due pezzi spaccati precisi, Continua a leggere...

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A piazza Carlo Giuliani, ragazzo *

A piazza Carlo Giuliani, ragazzo *

carlo giuliani

Imbocco l’autostrada a Torino, in direzione Genova. Oggi c’è il concerto che apre le manifestazioni contro il vertice dei G8. Un minuto dopo, come se fosse appollaiato alle mie spalle, mi chiama Buone, Francesco, il nostro direttore di produzione, che è come al solito già lì in avantour con i tecnici.
«Rosà dove siete?»
«Io sono partito Continua a leggere...

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A respirare in scivolata sotto il tuo stesso cielo

A respirare in scivolata sotto il tuo stesso cielo

APTOPIX Puerto Rico Daily Life

La maggior parte degli uomini si fidanza o si sposa con tipe con le quali io non mi fidanzerei. È un dato di fatto. Figuriamoci sposarmele. Ci penso mentre me ne sto spaparanzato sul lettino ai bordi di una piscina dove si parlano un sacco di lingue. Non lo so. Non è una questione di bellezza in sé – per quanto le mie fidanzate siano sempre state bellissime Continua a leggere...

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Altrove è una lepre di pezza

Altrove è una lepre di pezza

3Inizia presto la giornata, in giro per Milano, a caccia di una casa. Prima un lungo viaggio in metro, cambio a Cadorna, direzione Lotto. Poi l’odore della pioggia appena caduta. Me la sono persa. Perciò mi accontento delle pozzanghere che schizzano gioiose sotto gli pneumatici delle macchine in transito. Quelli Continua a leggere...

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